Ancora violenze a Torino in occasione della manifestazione del Primo Maggio.
Lo spezzone di autonomi che si è staccato dal corteo ufficiale a Torino ha tentato di sfondare il cordone di forze dell'ordine davanti all'ex cCentro sociale Askatasuna, in corso Regina Margherita. Gli antagonisti sono andati a colpire gli scudi delle Forze dell'ordine a bastonate, spruzzando contro agenti e militari con delle bombolette. La reazione è stata una carica e l'utilizzo di un idrante.
Dopo le cariche c'è stato un breve momento di pausa nei disordini, di alcuni minuti, poi i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro contro i reparti mobili. Un piccolo gruppo di loro è rimasto successivamente seduto a terra in corso Regina Margherita, davanti all'Askatasuna, tratto bloccato alla circolazione. Altri antagonisti hanno invece lasciato corso Regina Margherita, infilandosi nelle vie adiacenti che circondano la palazzina e cercando di avvicinarsi ai giardini dietro l'ex Centro occupato. Nella loro direzione sono stati lanciati lacrimogeni dalle Forze dell'ordine.
Un gruppo di autonomi è riuscito a raggiungere il cancello del giardino dell'ex centro sociale Askatasuna a Torino e ad aprirlo. All'interno però c'erano i reparti mobili della Polizia, che hanno caricato e lanciato lacrimogeni per respingerli.
I manifestanti, rimasti alcune centinaia, hanno continuata a girare per il quartiere di Vanchiglia, quello dell'ex Askatasuna, alcuni di loro a volto coperto, e hanno tentato ripetutamente di attaccare il retro dell’ex Centro sociale. Contro le Forze dell'ordine c'è stato un fitto lancio di bottiglie di vetro e pietre.
«l corteo si è ripreso le strade di Vanchiglia, rispondendo con forza e dignità. Vanchiglia è nostra» – hanno urlato i manifestanti.
Durissima la presa di posizione di Forza Italia, stanca dei continui soprusi degli antagonisti, spesso tollerati in città.
«Ha ragione il sindaco Lo Russo a dire oggi ‘scegliamo da che parte stare’, visto che fino ad oggi ha flirtato con i centri sociali e Askatasuna. Ora decida di stare dalla parte della Costituzione ed entro una settimana assegni l’immobile a realtà serie, ad associazioni del territorio specchiate e non conniventi con gli estremisti della sua maggioranza e della sua parte politica. Faccia il sindaco di tutti e non di una parte sola! Altrimenti il ministro Piantedosi ci ascolti, ci ascolti la maggioranza di Governo: in mancanza di una risposta istituzionale da parte del Comune, si proceda al sequestro dell’immobile». È quanto dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia Torino.
«Ancora una volta – affermano i due azzurri – i ‘poverini’ di Askatasuna hanno inferto una ferita a un corteo democratico, in questo caso a una festa come quella del Lavoro, che dovrebbe unire e non dividere, che dovrebbe rispettare la Polizia che anche oggi lavora per garantire la sicurezza della nostra città. Non sono ammessi tentennamenti. Non sono accettate risposte provocatorie. Passano i mesi e il sindaco dimostra che la sua maggioranza ha l’encefalogramma piatto quando si tratta di far rispettare ai propri compagni quella Costituzione che brandisce solo contro gli avversari. Di fatto, per scopi elettorali, continua a far ‘okkupare’ l’immobile, anche dopo la liberazione da parte del Governo: una vergogna. Caliamo un velo pietoso sull’utilizzo di questo argomento, la Carta fondamentale, da parte del sindaco in tema di lavoro. Torino è in declino non per caso, ma per politiche compiacenti e per l’assenza di una visione industriale in trent’anni di amministrazione».
«Per una volta – chiedono Rosso e Fontana – si faccia autocritica e ci si sieda attorno a un tavolo per il bene di Torino e per il futuro dei torinesi.
La nostra solidarietà va ancora una volta agli agenti, donne e uomini che con il loro lavoro quotidiano garantiscono la nostra sicurezza, aggrediti con violenza anche in questo Primo Maggio. Forza, siamo con voi».
Sul tema interviene anche il ministro Zangrillo. «’Inizia l’assedio, inizia la guerriglia’: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino», dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione.
«Ancora una volta, nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori, i soliti professionisti del disordine hanno trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine» – afferma l’esponente del Governo Meloni.
«Il dna di Askatasuna – dichiara – è questo: non confronto, non partecipazione, ma scontro, intimidazione e violenza sistematica. L’ambiguità dell’amministrazione Lo Russo ha alimentato negli anni un clima pericoloso, fatto di tolleranza verso chi vive nell’illegalità e disprezza le regole. Chi ancora oggi, anche all’interno della sua Giunta, giustifica o minimizza questi comportamenti si assume una responsabilità politica gravissima».
«Il contrasto – continua Zangrillo – è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo lavora per creare e rafforzare l’occupazione, c’è chi continua a distruggere, a seminare odio e a colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza di cittadini e cittadine».
«A queste persone diciamo con fermezza che lo Stato non arretra, anzi sarà sempre più inflessibile: la legalità non è negoziabile. Piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, vittime anche oggi di una violenza vile e inaccettabile», conclude il ministro Zangrillo.