«Questo sigillo non è per me, ma per tutte le persone con cui ho condiviso il cammino». Con queste parole don Luigi Ciotti ha ricevuto in Sala Rossa il Sigillo civico della Città di Torino, trasformando il riconoscimento in un messaggio collettivo e rivolto al futuro.
Il fondatore del Gruppo Abele e di Libera ha dedicato l’onorificenza ai bambini e agli adolescenti che vivono situazioni di fragilità e spaesamento, spesso segnati da origini lontane e da un senso di appartenenza incompleto. «Dobbiamo fare in modo che nessuno si senta un torinese a metà», ha sottolineato, richiamando il valore dell’inclusione.
Nel suo intervento ha ribadito l’importanza della dimensione collettiva: «È il noi che vince, non i navigatori solitari». Un invito a diffidare di chi si presenta con certezze assolute e a riconoscere invece la fragilità come condizione condivisa, da cui partire per costruire responsabilità comuni.
Ciotti ha infine rivolto un ringraziamento alla città, definita «accogliente» e «capace di adottare», ribadendo il legame profondo con Torino e l’impegno a continuare a lavorare per una comunità più unita e consapevole.