Dallo scarto al filato, a Padova l'impianto Pnrr darà nuova vita al 95% dei tessuti
13/10/2026

(Adnkronos) - Da rifiuti tessili a risorsa preziosa per la moda, l'edilizia, l'automotive. Grazie a una gestione circolare e consapevole, sfridi di lavorazione e capi invenduti vengono rigenerati per rientrare nel ciclo economico sotto forma di nuovi filati, tessuto non tessuto (Tnt) o pannelli per l'isolamento termoacustico. Una mission che trova nel nuovo impianto industriale Rule di Sant'Urbano, nel Padovano, il suo fulcro: la struttura, inaugurata lo scorso luglio, entrerà in esercizio nelle prossime settimane con l'obiettivo di recuperare fino al 95% dei materiali in ingresso. L’impianto prende il nome dal progetto Rule – Re Use Love the Earth', finanziato con i fondi del Pnrr e sviluppato da Gea, società controllata dal Gruppo Greenthesis, nato dalla volontà di sviluppare un nuovo standard industriale capace di fondere efficienza operativa e transizione ecologica, rispondendo così alle evoluzioni del quadro normativo vigente. “Quello che oggi è scarto diventa una nuova risorsa strategica per il domani”, sottolinea all’Adnkronos Simona Grossi, amministratrice delegata di Greenthesis parlando del cuore del progetto. "La nostra idea - spiega - nasce dalla volontà di trasformare una delle principali sfide della filiera tessile in una nuova opportunità industriale, portando i principi dell’economia circolare dalla teoria alla pratica. Rule mira a dare una seconda vita agli scarti tessili, trasformandoli da costo di smaltimento a materia prima seconda utilizzabile per nuovi processi produttivi, con una forte attenzione all’innovazione e alla sostenibilità". 

Il progetto si inserisce nel percorso di transizione promosso a livello italiano ed europeo, in linea con le nuove politiche per la circolarità, il recupero di materia e la riduzione dei rifiuti tessili. "Greenthesis - dice Grossi - ha guardato alle esperienze più avanzate sviluppate in Italia e in Europa, integrandone gli elementi più interessanti all’interno di un modello industriale pensato per il contesto italiano e per le esigenze future della filiera. Un segnale concreto di questa evoluzione è rappresentato dal Regolamento europeo sull’Ecodesign, che dal 19 luglio 2026 vieta alle grandi imprese la distruzione degli articoli di abbigliamento, degli accessori e delle calzature invenduti, favorendo invece il riuso, la preparazione per il riutilizzo e il recupero". 

"L’ambizione - continua - è contribuire alla costruzione di una filiera tessile più moderna e competitiva, nella quale il recupero non rappresenti soltanto una risposta all’obbligo normativo, ma diventi un vero elemento di innovazione e creazione di valore. In questa prospettiva, Rule rappresenta un esempio concreto di come il Made in Italy possa coniugare industria, innovazione, sostenibilità ed economia circolare". 

Come funziona l’impianto? "Ogni carico in ingresso viene tracciato e sottoposto a rigidi controlli. Dallo stoccaggio sicuro all'interno del capannone si passa alla selezione e alla sfilacciatura meccanica, un vero e proprio 'ritorno al filato' che abbatte l'impronta di carbonio della filiera. Con una capacità di trattamento autorizzata di 3.500 tonnellate all'anno, l'impianto si candida a diventare un punto di riferimento logistico-produttivo nel Padovano", evidenzia Grossi.  

Parlando di norme, l'ad osserva: "Ci troviamo in una fase di profonda rivoluzione legislativa, accelerata dalle direttive europee e dall'imminente piena attuazione dei regimi di Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) per il settore tessile. In questo scenario, Rule si posiziona come un modello d'avanguardia in Italia". L'innovazione, aggiunge "non sta solo nella tecnologia di recupero, ma nella compliance ambientale blindata: limiti emissivi alle polveri estremamente restrittivi, un percorso di End of Waste validato 'caso per caso' con Arpav. Greenthesis dimostra che la legislazione e la tutela ambientale possono dialogare con l'impresa, offrendo all'Europa la prova che il territorio padovano sa fare scuola nella gestione dei rifiuti speciali non pericolosi". 

economia
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