(Adnkronos) - Ancora raid e vittime oggi in Ucraina. E' di almeno tre morti e 12 feriti il bilancio di un attacco con un drone che ha colpito un minibus a Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk. Lo denunciano le autorità locali, come riportano i media ucraini, con accuse alla Russia per l'attacco "deliberato" contro "civili".
Un altro attacco stamani ha colpito il distretto Korabelnyi di Kherson : il bilancio è di quattro morti e diversi feriti. Lo denuncia il governatore della regione, Oleksandr Prokudin, accusando le forze russe per aver "bombardato zone residenziali". Fra le vittime, ha riferito come riportano i media locali, vi sono due donne di 72 e 71 anni e un uomo di 60.
Vittime anche in Russia. Una coppia e il loro giovane figlio sono stati uccisi da un attacco di "droni nemici" nella regione di Vladimir, a nord-est di Mosca, ha riferito il governatore regionale Alexandre Avdeev. "Questa notte, un attacco di droni è stato perpetrato nel distretto di Alexandrovsky. Uno dei droni ha colpito un edificio residenziale di due appartamenti. Due adulti e un loro figlio sono stati uccisi. La loro figlia di cinque anni è riuscita a sopravvivere. La bambina è ricoverata per ustioni", ha scritto Avdeev sui social.
"Sono al tuo servizio". E' quello che lo scorso ottobre il premier ungherese Viktor Orban ha detto al presidente russo Vladimir Putin nel corso di una discussione su un potenziale vertice sull'Ucraina tra Usa e Russia, rivela Bloomberg, che cita una trascrizione della telefonata, secondo quanto rilancia il Guardian. Il colloquio verteva sui piani per organizzare un vertice di pace, con i due che hanno anche discusso delle necessità per realizzare l'incontro, come una discussione preparatoria con il ministro degli Esteri russo e il segretario di Stato Usa.
Nel corso della chiamata, Orban e Putin hanno discusso della loro relazione di lunga data, risalente alla prima visita di Orban a San Pietroburgo nel 2009, e della loro ammirazione per il presidente Usa Donald Trump. Il presidente russo avrebbe definito l'Ungheria come uno dei pochi, "forse l'unico" Paese europeo che sarebbe potuto essere una sede accettabile per l'incontro. La conversazione si è conclusa con Orban che ha salutato in russo.
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