(Adnkronos) - Imparare a dire "no" in un'epoca che ci spinge a volere sempre di più, a cercare la soddisfazione nell'eccesso. È questa la filosofia dietro "Doppia Mozzarella", il nuovo album di Dargen D'Amico. Ospite del vodcast Adnkronos - disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube - l'artista, reduce dalla sua terza partecipazione al Festival di Sanremo con il brano "AI AI", racconta il suo nuovo progetto discografico come una riflessione sulla necessità di "fare qualche passo indietro" rispetto alla bulimia di consumo contemporanea. "Viviamo in un'epoca in cui è difficile accontentarsi", spiega D'Amico. "Abbiamo un telefono che ci rende dei consumati consumatori e quindi è molto difficile dire di no alle offerte che ci vengono propinate quotidianamente". La "doppia mozzarella" sulla pizza diventa così la metafora di un'insoddisfazione cronica generata dall'abbondanza. “Un'insoddisfazione che non riusciamo neanche a decifrare, perché pensiamo di avere tutto”, commenta. La soluzione, per l'artista, è una terapia di sottrazione. "Il consiglio che mi sono dato è di cominciare a fare qualche passo indietro, cioè rispondere 'no' alle offerte che mi vengono sottoposte, perché nessun prodotto che posso acquistare genererà in me felicità". Un percorso, ammette, in cui è "'ancora in terapia'". Dire di ‘no’ “è ancora complicato ma sto provando a concentrare i miei 'sì' nelle questioni davvero importanti per me e per le persone che mi sono intorno”. Reduce dal palco dell'Ariston, dove si è classificato 27esimo, Dargen commenta il risultato con la sua tipica ironia: "In realtà io al televoto sarei stato ultimo tutte le sere. Invece poi voi della carta stampata, per farmi un dispetto, avete alzato un po' il voto". Il brano sanremese, "AI AI", oltre ai rischi legati all'intelligenza artificiale, contiene anche una critica al sistema musicale attuale: "Viviamo in un momento in cui i brani delle hit parade si assomigliano un po' tutti. E quindi, se suoni solo quella musica lì, diventa anche un po' noioso". C'è bisogno di più dinamica e creatività, più momenti di sorpresa per "godere dei momenti più intensi". Questa visione lo porta a distanziarsi dalle logiche di classifica e promozione. "Non produco un disco per rientrare in una classifica", afferma con decisione. "Sarei ridicolo a obbligarmi a fare delle cose. A me la musica serve non solo come elemento da dare all'industria discografica – in realtà quella è l'ultima cosa – serve anche per fare un po' di chiarezza con me stesso. E ha un valore altamente terapeutico. Quindi, in quella sfera che per me è sacra, la classifica non ha peso". Una scelta che si riflette anche nella produzione del disco, realizzato senza featuring di nomi noti per godersi il processo creativo con i suoi musicisti. Nel brano "Tecno Tango", Dargen canta: "Sai che tutto diventa una moda / Domani potrei essere io di moda / Per esempio: chi l’avrebbe detto della Skoda?"". Interrogato sulla paura di diventare "di moda" dopo l'enorme successo di "Dove si balla" (2022), l'artista si mostra sereno. "Il successo di quel brano è avvenuto quando io ero già abbastanza grandicello. Non ho mai pensato che potessi fare in serie altre canzoni di quel tipo, perché è stata scritta in un momento particolare, in lockdown. Non è il mio pane". Quel che è certo è che "Dove si balla" è diventata la colonna sonora di ogni festa per bambini. "Lo so. Me l'hanno detto. Questo è molto bello", commenta. "Perché se riesci a comunicare, in quel caso anche involontariamente, con il tuo bambino interiore, ci sono possibilità che tu dialoghi anche con i bambini esteriori". E il rapporto con il suo bambino interiore? "È un rapporto che ho scoperto pian piano, nel tentativo sincero di accettarlo, di farlo sentire accettato. È un patto di non belligeranza. Faccio questo nella vita, che in qualche modo è lasciare spazio al bambino interiore". Proprio l'IA è un tema centrale per l'artista. A proposito degli scioperi di Hollywood, D'Amico è netto: "Dovremmo farlo anche noi" e crede che in Italia il problema non sia ancora percepito come reale. "Dal mio punto di vista è un ganglio epocale, non solo della vita culturale, ma della vita proprio dell'essere umano", dichiara, spiegando che è stata la molla per portare a Sanremo il brano "AI AI". "Stiamo togliendo all'essere umano la responsabilità delle proprie azioni. È un argomento che ha diritto a un terreno di dibattito più serio". L'esperienza come giudice a X Factor per due edizioni gli ha insegnato a "prendere le misure" con la "macchina" televisiva, sottolineando l'importanza della trasparenza con i concorrenti e definendo il talent "una parentesi" formativa ma non risolutiva. Riguardo al futuro di Sanremo con Stefano De Martino e ai timori che lo show prevalga sulla musica, D'Amico è pragmatico: "Penso che su quel palcoscenico ci siano dei ruoli ben precisi. Ognuno debba fare il suo. Il cantante deve dare il massimo per rappresentare la musica e il presentatore deve dare il massimo per descrivere l'anno in termini di show". Il nuovo album, descritto dallo stesso D'Amico con tre aggettivi - "contemporaneo, perché ci ho messo dentro oggi, concentrato, per il peso specifico e coinquilino, perché spero che la gente lo abbia a casa" - sarà portato in tour a partire da giugno. E alla domanda su quale sia il suo sogno nel cassetto, la risposta racchiude tutto il suo pensiero: "Vivere serenamente", che di questi tempi non è una banalità. (di Loredana Errico e Lucrezia Leombruni)
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