(Adnkronos) - Il divario digitale frena screening e prevenzione. Indice nazionale si ferma a 46 su 100, con forti squilibri regionali. L’89% dei cittadini che utilizzano con facilità portali e servizi online "si sente coinvolto nelle iniziative di promozione della salute proposte da istituzioni e professionisti sanitari". Comunicazione interpersonale e umanizzazione delle cure "restano un dato critico: il 25% dei pazienti prova frustrazione o rabbia al termine della visita". E' quanto emerso dal Barometro del Patient Engagement 2025 presentato alla Asl Roma 1, l'indagine nazionale di Helaglobe è stata condotta su oltre 4.200 rispondenti e fotografa lo stato del coinvolgimento attivo dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale. Cresce il coinvolgimento dei pazienti nelle decisioni cliniche, ma restano aperte due grandi sfide: il divario digitale che penalizza la prevenzione e la qualità della relazione di cura, ancora troppo spesso fonte di frustrazione.
Il Barometro introduce quest'anno l'Indice di Accessibilità Digitale per la Salute (Iads), che misura la capacità dei cittadini di orientarsi e interagire con i servizi sanitari attraverso strumenti digitali e quella delle strutture di contattare e coinvolgerli online. Il punteggio medio nazionale si ferma a 46 su 100, con forti diseguaglianze interne: Marche, Trentino-Alto Adige e Abruzzo le aree dove i cittadini padroneggiano meglio i servizi web, mentre Friuli-Venezia Giulia, Molise e Campania registrano i tassi più bassi. Il dato più significativo riguarda la prevenzione: l’adesione agli screening scende al 71% tra chi ha scarso accesso digitale, contro l’89% di chi usa con facilità portali e servizi online.
A questo si aggiunge un peggioramento nel contatto attivo da parte del sistema: nel 2025 una persona su quattro dichiara di non aver ricevuto alcun invito a programmi di screening, contro il 20% del 2024. L'indice digitale tende, inoltre, a diminuire con l'età, configurando, come sottolinea Monica Paciotti, dirigente professioni Sanitarie presso l'Azienda Usl di Bologna e rappresentante Fnopi nel board scientifico del Barometro, «un nuovo determinante di salute che non può essere considerato un dettaglio tecnico». In questo quadro, la prossimità territoriale assume un ruolo strategico. "La farmacia interviene come un traduttore di complessità, capace di semplificare le procedure burocratiche e di impedire che l'innovazione tecnologica si traduca in una barriera d'accesso - dichiara Marco Cossolo, presidente Federfarma - Essere porta d'accesso significa assicurare che la salute non sia un privilegio condizionato dalla geografia, ma un diritto esigibile a pochi passi da casa".
Sul versante della qualità percepita, i dati evidenziano un nesso diretto tra coinvolgimento clinico ed emozioni vissute dal paziente. Circa 1 paziente su 4 prova frustrazione o rabbia al rientro da un'esperienza di cura. Tra chi non si sente coinvolto nelle decisioni sanitarie, la serenità riguarda appena il 12% dei casi; tra chi si sente sempre coinvolto, sale al 70%. Ogni aumento di livello nel coinvolgimento clinico riduce del 46% la probabilità di vivere un'esperienza emotiva negativa. «Il farmaco più usato in medicina è il medico stesso», afferma Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale Simg e componente del board scientifico del Barometro. "Senza una reale partecipazione del paziente, anche il migliore dei medici di famiglia non può che fare un intervento parziale".
Il coinvolgimento organizzativo, ovvero la partecipazione dei cittadini alla valutazione e al miglioramento dei servizi, resta invece il punto più critico: 3 persone su 4 non vengono mai coinvolte in questionari sulla qualità o in processi di governance sanitaria. "Migliorare la sanità oggi significa passare dal 'fare per' il paziente al 'fare con' il paziente - dichiara Giuseppe Quintavalle, direttore generale Asl Roma 1 e presidente Fiaso. "Il coinvolgimento non è più un'opzione accessoria, ma il cuore pulsante del cambiamento. Il Barometro, giunto alla sua seconda edizione e con un board scientifico di altissimo livello, vuole offrire alle istituzioni una bussola per trasformare il SSN in un sistema che non solo cura, ma che sa ascoltare e coinvolgere il paziente in ogni fase del percorso", aggiunge Davide Cafiero, managing director di Helaglobe.
Il modello Abruzzo: coinvolgimento e prossimità. Esaminando i dati territoriali, l'Abruzzo raggiunge risultati eccellenti nelle risposte dei cittadini, sia nell'indice di gestione delle cure sia in quello di coinvolgimento nelle decisioni sanitarie. "Come ASL di Teramo siamo impegnati da tempo nel rafforzamento della sanità territoriale - commenta Maurizio Di Giosia, direttore generale Asl di Teramo - I camper mobili che raggiungono le aree interne e lo sviluppo della telemedicina vanno esattamente in questa direzione. Il risultato ci soddisfa, ma lo consideriamo soprattutto uno stimolo a continuare a migliorare".
Il costo della mancata aderenza. I dati del Barometro si inseriscono in un contesto economico già documentato a livello internazionale: secondo l'Ocse, la mancata aderenza ai trattamenti causa ogni anno in Europa circa 200.000 decessi prematuri e 125 miliardi di euro di costi in eccesso. In Italia, secondo Aifa, la sola non-aderenza farmacologica pesa sul Ssn per circa 2 miliardi di euro l'anno. "La partecipazione è una risorsa potente, ma solo quando è sostenuta dalla competenza - conclude Nicola Merlin, presidente dell’Accademia del Paziente Esperto Eupati - la competenza non è ancora distribuita uniformemente sul territorio".
Anche secondo Annamaria Colao, titolare della Cattedra Unesco per l’Educazione alla Salute, vicepresidente del Consiglio Superiore della Sanità e componente del board scientifico, diffondere competenze e cultura della prevenzione è fondamentale: "Per migliorare la salute degli italiani non dobbiamo cambiare le strategie di prevenzione, che sono già consolidate, ma la cultura dei cittadini - afferma la professoressa - Il coinvolgimento attivo deve iniziare dai banchi di scuola: la mia battaglia è portare lo studio della biologia umana nei programmi scolastici, per insegnare ai ragazzi le scelte giuste che si porteranno dietro nell’età adulta. Il Barometro nasce proprio per questo: dare voce ai pazienti per capire cosa pensano e trasformare i dati in programmi di coinvolgimento per la prevenzione sempre più efficaci e attuali".
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