(Adnkronos) - "Da entrambe le relazioni che abbiamo depositato si capisce che non si è trattato di un omicidio fatto con l'intento diretto di uccidere qualcuno". Lo afferma all’Adnkronos il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, parlando della relazione intermedia sull’attività svolta approvata oggi dallo stesso organismo parlamentare parlando della ricostruzione di quello che l'organismo nel documento ritiene un omicidio: "Prima c'è stato un pestaggio", spiega Vinci, quindi l'ipotesi non è quella di "una persona che è entrata nella stanza e l'ha defenestrato, ma qualcuno che prima l'ha picchiato, l'ha trattenuto, gli ha spinto la faccia" poi "l'ha trattenuto in sospensione fuori dalla finestra, ha provato addirittura a riportarlo dentro" visti i risultati della perizia sul modo in cui si è staccato il cinturino dell'orologio. "Da escludere l'ipotesi di un killer che senza aprire bocca lo ha ucciso - continua Vinci - Stava litigando con delle persone e il fatto che lo abbiano posto e trattenuto fuori dalla finestra fa pensare che qualcosa si possano essere detti".
Secondo il presidente potrebbero essere "una o due" le persone coinvolte nell'azione "per la dinamica e per il fatto che sia stato tenuto così tanto in sospensione fuori dalla finestra" ma "non più di due almeno come azione (non escluso ci potesse essere qualcun altro nella stanza, ndr) perché non c'era materialmente lo spazio per agire in più di due persone dietro la scrivania".
Sull'ipotesi che Rossi conoscesse i presunti aggressori Vinci osserva: "Per entrare al terzo piano di una banca, per interloquire con lui prima di un pestaggio e defenestrazione sì". "Le perizie hanno chiarito che dalla dinamica non si tratta di un killer mandato da qualcuno", conclude Vinci secondo il quale si è trattato invece di "persone forse neanche entrate con qull'intento, ma probabilmente con intenti minacciosi, ricattatori ma non omicidiari".
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