(Adnkronos) - In Italia si continua a morire di lavoro. Numeri tragici descrivono un'emergenza strutturale di sicurezza sul lavoro in cui la prevenzione risulta ancora insufficiente e il rischio viene spesso intercettato solo dopo l'evento. In questo contesto assume un ruolo centrale la valutazione reale dei rischi, la tracciabilità delle esposizioni e la coerenza tra organizzazione aziendale, formazione e misure di protezione, soprattutto nei settori a maggiore esposizione. È in questo scenario che si inserisce il dl 159/2025, convertito nella legge 198/2025, che rafforza in modo significativo il sistema di vigilanza e controllo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento non sostituisce il D.Lgs. 81/2008, che resta il pilastro normativo, ma ne rafforza l’applicazione, incidendo direttamente sull’organizzazione delle imprese e sulla responsabilità dei datori di lavoro e delle figure apicali.
Ma cosa cambia davvero con la Legge 198/2025? "Con le nuove disposizioni la sicurezza sul lavoro esce dalla logica del mero adempimento formale. Documentazione, formazione e assetto organizzativo diventano elementi concretamente verificabili, anche in sede ispettiva. Cresce il peso dei Sistemi di gestione della sicurezza, della tracciabilità delle responsabilità e della coerenza tra il Documento di valutazione dei rischi (Dvr), formazione dei lavoratori e organizzazione aziendale", spiegano da Gruppo Ecosafety, che affianca imprese pubbliche e private nella costruzione e nel mantenimento di sistemi di sicurezza coerenti con il D.Lgs. 81/2008 e con le nuove disposizioni introdotte dal dl 159/2025, intervenendo su valutazione dei rischi, organizzazione della prevenzione, formazione delle figure coinvolte e monitoraggio continuo dei sistemi di gestione, per garantire efficacia e coerenza nel tempo.
"Il messaggio che arriva dal legislatore è chiaro: oggi la sicurezza va dimostrata nei fatti, non solo dichiarata nei documenti", afferma Fulvio Basili, presidente del Consiglio di amministrazione di Gruppo Ecosafety. "Il D.Lgs. 81/2008 resta il riferimento fondamentale, ma con la Legge 198/2025 aumenta in modo significativo l'attenzione su come le aziende gestiscono realmente la prevenzione, i rischi e la formazione del personale. Non basta più 'avere' un Dvr: serve un sistema che funzioni ogni giorno", continua Basili. Secondo Basili, il rafforzamento dei controlli impone un cambio di approccio: "Senza un modello organizzativo strutturato, il rischio non è solo sanzionatorio, ma riguarda la continuità dell'attività d'impresa, la tutela del datore di lavoro e delle figure apicali, oltre naturalmente alla salute dei lavoratori".
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