Ucraina, Vannacci: "Basta dare soldi e armi o entriamo in guerra con la Russia"
16/01/2026

(Adnkronos) - "Il mio appello sul no alle armi in Ucraina era rivolto a tutti, perché arrivare ad una pace è interesse nazionale. Questa guerra all’Italia non ha portato nulla di buono, meno commercio, meno ricchezza, caro vita eccessivo. Nel 2025, 180mila ucraini sono scappati per non andare al fronte: è una guerra che neppure il popolo ucraino vuole più, perché si è reso conto che 4 anni di cessione continua di armi e fondi infiniti all'Ucraina non ha portato risultati, anzi, l'esercito russo continua ad avanzare”. Così Roberto Vannacci, generale ed europarlamentare della Lega, su Radio Cusano Campus. 

“Per non essere dei folli dobbiamo cambiare strategia oppure, per coerenza con l'approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia, con l'Unione Europea e con la Nato e mettere a posto le cose. Non si può continuare ad avere un approccio bellicista e poi rinunciare a quello che è effettivamente la guerra - ha proseguito il generale - . Però poi dobbiamo dirlo agli italiani, e non credo che siano molto d’accordo. E siccome credo che la sovranità appartenga al popolo, una decisione del genere deve essere sposata in qualche modo da tutti. Mi auguro che si arrivi a una pace oggi, che ci costerà sicuramente, ma costerà meno della pace di domani”. 

"L’Italia ha bisogno di maggiore attenzione, abbiamo una situazione sicurezza allarmante. Le nostre città non sono sicure, c’è una situazione immigrazione fuori controllo, un’islamizzazione allarmante, abbiamo i salari bassi. Queste sono le priorità degli italiani e non va bene investire fondi per l’Ucraina sottraendoli a queste necessità primarie - ha concluso Vannacci - Imbarazzi nella maggioranza per i miei appelli? Faccio i miei appelli e sì, mi interessa quello che pensano gli altri, ma non mi faccio condizionare. Anche se avessi dei colleghi di partito o di coalizione che non fossero d'accordo, io credo che la forza di una coalizione politica e di un partito politico sta proprio nella pluralità delle espressioni che esprimono i singoli rappresentanti. Io voto a Bruxelles e l’ho sempre fatto con coerenza per smettere di dare armi e fondi illimitati all'Ucraina, perché ritengo questa strategia fallimentare". 

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