Manovra, ceto medio e rottamazione: come cambia il fisco nel 2026
04/01/2026

(Adnkronos) - Con il taglio delle tasse al ceto medio e la nuova pace fiscale in manovra il governo porta a casa entrambi i cavalli di battaglia della maggioranza: Forza Italia da sempre a favore della prima misura; la Lega sempre in trincea per la seconda, FdI in campo per entrambe. 

IRPEF, FINO 440 EURO VANTAGGIO ANNUO. La riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra i 28mila e i 50mila euro prosegue il percorso di alleggerimento fiscale e semplificazione previsto dalla riforma fiscale del governo Meloni, vergata dal vice ministro all'Economia Maurizio Leo e patrocinata dal ministro Giancarlo Giorgetti e dalla premier. Un secondo step dunque, dopo il doppio intervento di estensione del taglio del cuneo fiscale strutturale ai redditi fino a 40mila euro e di accorpamento dei primi due scaglioni su quello inferiore (23%) per i redditi fino a 28mila. Ed è da questa soglia che riparte la nuova manovra: da 28.001 a 50mila. Nessun regalo ai ricchi, ha ribattuto Leo alle critiche dell'opposizione. Questa fascia di redditi "non possiamo considerarli ricchi", ha sottolineato. Ma, risorse permettendo, il governo guarda già al prossimo anno all'obiettivo di estendere il vantaggio ai redditi fino a 60mila euro, come ipotizzato in origine ma poi escluso per far quadrare i conti.  

Il valore del taglio della seconda aliquota Irpef è di 2,9 miliardi circa e l’impatto stimato in busta paga andrebbe da 40 a 440 euro annui (meno di 40 euro al mese per la soglia più alta) per una platea complessiva di circa 13,6 milioni di contribuenti, con beneficio medio di circa 220 euro dunque. Il beneficio massimo di 440 euro interessa i redditi fino 50mila euro, e per effetto dei meccanismo di applicazione, anche i redditi fino a 200mila euro, interessando la parte del reddito che rientra nello scaglione. Per i redditi oltre i 200mila euro il vantaggio si neutralizza con equivalente correzione delle detrazioni fiscali.  

ROTTAMAZIONE E PALETTI ANTI-FURBETTI. Altra misura cruciale della manovra sotto il profilo politico è la pace fiscale, rimandata per un anno nella versione del progetto di legge Romeo (Lega) in Senato esaminato alla commissione Finanze di Palazzo Madama, e poi inserito in Legge di Bilancio.  

Decolla quindi la nuova stagione della pace fiscale fortemente voluta dal Carroccio: dal 2026 sarà possibile rimettersi in regola con il fisco o in un'unica soluzione o nell'arco di 9 anni, con 54 rate bimestrali. Potranno aderire cittadini e imprese con debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, derivanti da imposte o contributi previdenziali dichiarati ma non versati. Andrà saldato l'importo originario, senza sanzioni e tasso di interesse ridotto al 3%. Sono previsti tutta una serie di 'paletti' anti-furbetti, tra i quali, la disposizione in base alla quale l'accesso è consentito solo a chi ha presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi. Restano esclusi i contribuenti totalmente inadempienti sul piano dichiarativo. Dopo l'adesione, l'Agenzia comunica al contribuente l'ammontare del debito da regolare ed il calendario delle scadenze.  

Con questa misura, con le semplificazioni della riforma fiscale e il taglio delle tasse, il governo auspica di avviare un percorso che contribuisca a snellire il maxi magazzino fiscale di quasi 1.300 miliardi di euro. (di Luana Cimino) 

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