Sta male ma continua a curare pazienti, medico di famiglia muore a 38 anni
18/03/2026

(Adnkronos) - Trascura il proprio malore per curare i propri pazienti, la dottoressa Maddalena Carta muore a 38 anni. Lutto a Dorgali, in Sardegna, per la scomparsa del medico di famiglia che ha perso la vita per assistere i suoi pazienti. Era l'unico in servizio nel paese del Nuorese e ha trascurato un malore per continuare a lavorare, ma la situazione è degenerata ed è morta. A Dorgali, funerali e lutto cittadino proclamato dalla sindaca Angela Testone "quale segno di vicinanza e rispetto verso una donna che ha donato tanto al paese". 

Il Comune di Dorgali ricorda che "la perdita della dottoressa Maddalena Carta lascia una ferita profonda nella nostra comunità. Con professionalità, umanità e dedizione ha svolto il suo lavoro accompagnando tante vite con attenzione, cura e sensibilità". Questo fine settimana a Dorgali non si ferma la manifestazione "Autunno in Barbagia", si va avanti "ma nel segno della sobrietà che il lutto impone".  

La sindaca e l'amministrazione comunale hanno deciso di andare avanti e ricordare il medico di base che non ha lasciato i suoi pazienti. "L'edizione di quest'anno sarà dedicata alla memoria della dottoressa Carta - annunciano -, che con generosità e spirito di servizio ha garantito negli anni la sua presenza nelle postazioni di pronto intervento durante le giornate di Cortes Apertas, offrendo sicurezza e serenità ai partecipanti".  

"Maddalena Carta era rimasta l’unico punto di riferimento sanitario per migliaia di cittadini, a Dorgali, Nuoro, in un contesto già segnato da gravi carenze di personale - spiega Luciano Congiu, segretario regionale per la Sardegna del Sindacato medici italiani (Smi) -. Il suo sacrificio rappresenta, con realismo, l’insostenibile peso che oggi grava sui medici di famiglia, spesso costretti a scegliere tra la propria salute e il dovere professionale. Le persone che lo conoscevano, raccontano, che la dottoressa avrebbe trascurato un malessere, probabilmente per non lasciare da soli i suoi assistiti e i cittadini, vista l’assenza per malattia degli altri due medici di famiglia nell’area territoriale". 

"Quella di Maddalena è una morte sul lavoro, inaccettabile in un Paese civile - denunciano i camici bianchi -. Non possiamo limitarci al cordoglio: occorre che le istituzioni regionali e nazionali assumano immediatamente decisioni concrete per tutelare la salute dei medici e garantire il diritto all’assistenza dei cittadini. Non si può più tollerare che si riconosca, ancora, ai medici di medicina generale le tutele previste per tutti gli altri lavoratori e professionisti. Sosteniamo da tempo che i medici di famiglia debbano poter usufruire del riconoscimento da parte dell’INAIL dell’infortunio sul lavoro e degli indennizzi economici adeguati nel caso di decesso dovuto a cause di lavoro. Per questo, in ambito nazionale, abbiamo presentato numerose proposte legislative". Il sindacato Smi dopo la tragedia di Dorgali porta avanti una vertenza per tutelare i medici di famiglia: "La scomparsa della collega Maddalena Carta non deve essere vana". 

 

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